Su e giù per i colli piceni – ACQUAVIVA

Su e giù per i colli piceni – Acquaviva

La città di Acquaviva sorge su due colli, uno più alto, denominato rione della Rocca, e l’altro più basso, rione del Colle, il suo territorio si estende tra il fiume Tronto a sud, e il Tesino a nord. I ritrovamenti più antichi, risalgono al periodo preistorico, poi all’ epoca picena e romana. Il nome del castello medievale di Acquaviva compare per la prima volta nel 997, in documenti relativi all’Abbazia di Farfa. Il massimo sviluppo della città lo si ha a partire dal XIV secolo, quando diventa proprietà degli Acquaviva, famiglia filo-imperiale dai tempi di Federico II. Oggetto da sempre di contesa tra Ascoli e Fermo, il castello fu un importante baluardo di controllo e, proprio a partire dal 1486 venne ricostruito così come si presenta oggi, su progetto forse di Baccio Pontelli. Il monumento più suggestivo della città, la ROCCA, uno dei capolavori dell’architettura militare marchigiana, risalente al periodo dei signori di Acquaviva, ma ricostruita in seguito dai fermani a partire dal 1486. Il progetto fu forse realizzato da Baccio Pontelli, e presenta una pianta a forma di quadrilatero irregolare con mastio circolare alto 22 metri. Accompagnato da una forte scarpata, il monumento presenta altre tre torri, due poligonali e una quadrata, tutte con feritoie per bocche da fuoco.

Su e giù per i colli piceni –  Tra le chiese

CHIESA DI S. LORENZO, fondata dagli Agostiniani Scalzi nel 1612, fortemente rimaneggiata nel corso dell’Ottocento, con decorazione pittorica risalente al 1903.

Nella cappella dedicata a S. Lorenzo martire, interessante è il retablo del ‘600, formato da 12 scomparti con al centro la statua del santo.

CHIESA DI S. FRANCESCO fondata, secondo la tradizione, dal santo stesso. Il luogo, già citato nel 1228, acquistò grande importanza dopo la creazione di papa Nicolò IV, e venne ampliato fino al secolo XVI. Nel 1653 il convento venne soppresso e poi riaperto nel 1714.

Arrivati nel centro storico, ci si accorge subito di come tutto l’abitato antico, orientato est-ovest, sia stato costruito con funzione difensiva. Sulle mura si aprono tre porte: Porta Vecchia, Porta del Sole (oggi detta porta di Piazza), e Porta da Bora. Nell’Ottocento fu aperta anche Porta Nova.

La CHIESA DI S. NICOLO’ DA BARI, della prima metà del XVI secolo.

Dalla piazza ha inizio inoltre via Marziale, dove si trovano le più belle abitazioni di Acquaviva, tra cui al n.34, la casa natale di Celso Ulpiani (1867-1919), scienziato di fama internazionale. Alla fine di questa via, si può ammirare la CHIESA DI S. ROCCO, la più antica dentro le mura, risalente al XIII secolo, con facciata decorata da maioliche policrome. Il rosone e il portale furono aggiunti successivamente, mentre l’interno, con colonne ioniche, fu rifatto nel ‘700.

Artigianato

Tipica della città di Acquaviva è la  lavorazione delle “paiarole”,  oggetti per gli usi più svariati, soprattutto contenitori, realizzati intrecciando paglia e vimini, che ancora oggi le donne fanno a mano, sedute sull’uscio di casa.

Gastronomia

Piatto tipico della città di Acquaviva è “lu frecandò”, un misto di verdure a base di melanzane, peperoni, zucchine e patate. Nei forni del paese si possono poi acquistare i dolci tipici del paese tra cui le pesche dolci ripiene di cioccolata, i maritozzi  e gli spumini.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *