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Il Carnevale storico degli Zanni a Pozza e Umito

A Pozza e Umito, due piccole frazioni di Acquasanta Terme, ha luogo uno dei più antichi e caratteristici carnevali storici del Piceno, il Carnevale degli Zanni.

La festa, che si svolge il sabato precedente al martedì grasso è una delle meno conosciute della regione tanto che fino a qualche anno fa era appannaggio dei soli abitanti delle due frazioni di montagna, incastonate nella valle del Garrafo, all’interno del Parco Nazionale del Gran Sasso e Monti della Laga.

La posizione isolata dei due paesi di montagna ha fatto sì che il carnevale e le tradizioni ad esso legate, si siano conservate rimanendo però sconosciute per secoli. Ora il carnevale degli “Zanni” fa parte dei carnevali storici del Piceno insieme a quelli di Castignano, Offida ed Ascoli Piceno.

Zanni

ll nome Zanni rimanda ad una delle figure più famose della Commedia dell’arte del XV secolo, derivante dal diminutivo dialettale veneto\lombardo del nome Gianni, da cui successivamente sono poi derivate le maschere di Brighella, Arlecchino e Pulcinella.

L’ ipotesi sull’ origine di questo carnevale sembra coincidere con l’arrivo dal nord dei maestri comacini lombardi, arrivati nei paesi montani dell’ascolano occidentale per lavorare il travertino, di cui il territorio è molto ricco.

I maestri quindi con i loro usi e costumi hanno portato anche la maschera dello Zanni, costume che ancor’oggi rimanda a quelli presenti in molte zone dell’arco alpino.

Secondo altri studiosi di tradizioni locali invece, il carnevale di Pozza e Umito risale direttamente ai riti propiziatori dell’età arcaica romana, i “carmina arvalia”, per la fecondità dei campi.

Il Carnevale degli Zanni si svolge tra le due frazioni. Il corteo degli Zanni e degli altri personaggi parte da Umito, e lungo il tragitto, poco più di un chilometro, tra musica e danze sono invitati a entrare nelle case per mangiare e bere fino a raggiungere Pozza.

Il Corteo

Diverse figure formano il corteo: il diavolo, la coppia di sposi, il guardiano del diavolo, i suonatori d’organetto e il gruppo degli Zanni. Il corteo è aperto dal diavolo che imbraccia un forcone, ed è tenuto a bada con una catena dal suo guardiano (oggi in costume da carabiniere); seguono i suonatori di organetto, la coppia degli sposi e infine chiudono la sfilata gli Zanni con i loro sfarzosi e coloratissimi copricapi chiamati “coccarde”.

Costumi tipici

Il loro costume è formato da pantaloni, maglia, guanti e calzini bianchi con pon-pon e da un colorato scialle sulle spalle. In mano tengono la “staiola”, una specie di spada di legno decorata con incisioni e disegni. Il cappello ha forma conica, ed è arricchito da lunghe striscioline colorate di carta velina. Un tempo nella parte anteriore, si legava un telo nero per coprire il viso e sopra al cappello i giovani uomini in età da matrimonio mettevano il disegno della loro moglie “ideale”.

Durante il corteo i giovani facevano proposte di matrimonio, se una ragazza accettava aggiungeva due striscioline di carta al variopinto copricapo. Il corteo è coordinato dal capo Zanni che impartisce i movimenti al suono di un fischietto.

Lungo il percorso il corteo degli Zanni accerchiano gli sposi tenendosi per le staiole e iniziano a girare attorno a loro, cambiando spesso il senso di marcia. Anche gli sposi ballano all’interno del cerchio accompagnati dalla musica degli organetti, un ballo/rito propiziatorio per la fertilità della coppia e l’abbondanza dei raccolti.

La sfilata è un momento di festa per tutti, figuranti e partecipanti, che si lasciano trascinare dall’aria festosa e si scatenano nelle danze.

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